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Il Trasporto
Piano di lezione sugli esecutori
Ages: High-School Students
Contenuto
Una delle domande che vengono poste con maggiore frequenza rigrardo l'Olocausto è: Come è stato possibile per degli esseri umani uccidere
sistematicamente milioni di innocenti ?
Prima che esploriamo questo quesito, dobbiamo tenere in considerazione alcuni punti:
- Gli assassini erano degli esseri umani che avevano fatto una scelta umana, e tali circostanze causate da uomini portarono
all'assassinio di sei milioni di ebrei, insieme a milioni di altre vittime. Questa riumanizzazione degli esecutori porta a due diverse
implicazioni: A. Prende in considerazione la responsabilità per le loro azioni. Comprendendo che gli esecutori erano pienamente responsabili per
le proprie azioni e le loro conseguenze, farà luce su una delle più importanti lezioni educative che si possono trarre dall'Olocausto – l'importanza
della responsabilità individuale. B. Ci obbliga, in quanto membri della società umana, a studiare e trarre conseguenze dal comportamento degli
esecutori. Andrebbe sottolineato che capire le azioni e le scelte fatte dagli esecutori non le rende maggiormente accettabili, anzi, la nostra
responsabilità è quella di assicurarci di non seguire tale esempio storico.
- E' importante capire la dimensione umana dell'assassinio di massa. Alle vittime deve essere garantita quella dimensione e
dignità umana che gli esecutori si sono sforzati di togliere loro. Il pericolo inerente nell'insegnare focalizzando sugli esecutori sta nel cancellare,
anche se non intenzionalmente, i volti delle vittime. Anche la prospettiva delle vittime ha bisogno di essere ascoltata e sentita in modo da ricevere
una prospettiva più completa sul significato delle azioni degli esecutori.
- La tensione tra gli elementi umani universali dei quali è intessuta la storia dell'Olocausto e gli aspetti che invece erano legati
a quella particolare situazione storica. Un approccio educazionale all'Olocausto richiede di toccare l'aspetto umano universale degli
accadimenti, però tale discussione, significativamente, potrà avere luogo solo in quanto radicata nel contesto storico. Nel nostro piano di
lezione forniamo uno sfondo storico molto conciso. Sta all'insegnante fornire ai propri studenti un sufficiente inquadramento storico.
Raccomandiamo di presentare una breve rassegna della politica antisemita del nazismo tra gli anni 1933-1945, collocandola nell'ambito della
decisione di sterminare sistematicamente il popolo ebraico.
Sfondo storico
L'antisemitismo era la componente fondamentale dell'ideologia nazista. Secondo il nazismo, gli ebrei erano da considerare subumani, parassiti che
minano dall'interno la società umana nella quale vivono, cercando di portare le distruzione del mondo. La sola via per redimere l'umanità, secondo
questo ordine ideologico, era quella di eliminare gli ebrei.
La politica antiebraica condotta dai nazisti, tuttavia, fu graduale e si sviluppò nel corso del tempo. Ebbe inizio immediatamente con l'arrivo al potere
dei nazisti, nel 1933. La loro politica si estremizzò gradualmente, e fu applicata più tardi in ogni territorio occupato dalla Germania.
Nel giugno 1941 ebbe inizio la guerra contro l'Unione Sovietica. Hitler la vedeva come una lotta contro il bolscevismo, che si supponeva propagato
dagli ebrei. Pertanto, l'attacco contro l'Unione Sovietica rappresentava l'inizio della nuova ed ultima fase della politica antiebraica, comprendente lo
sterminio sistematico degli ebrei. All'inizio, le uccisioni venivano perpetrate dalle quattro Einsatzgruppen (Squadre esecutive) – unità della polizia alle
quali era stato ordinato di seguire l'avanzata dell'esercito. Assistite dai battaglioni della riserva della polizia tedesca, da unità dell'esercito e da parte
della popolazione locale, le Einsatzgruppen arrestavano ebrei e comunisti, li portavano fuori da città e villaggi e li uccidevano. Il 90% delle vittime
di queste esecuzioni di massa erano civili ebrei, intere comunità, comprese donne e bambini, furono eliminate in questo modo.
Nel corso del tempo le tecniche di eliminazione vennero ulteriormente sviluppate, e gli ebrei europei erano diventati anch'essi obiettivo di eliminazione.
Ciononostante, il processo di uccisione fu condotto nell'Europa dell'Est. Gli ebrei vennero deportati da tutta Europa in località dell'Europa Orientale,
dove la maggior parte di loro venivano sterminati a poche ore di distanza dal loro arrivo. Fu allestito un vasto sistema di trasporto in modo da
coordinare le deportazioni.
Le ferrovie coprirono un ruolo fondamentale nell'esecuzione della “Soluzione finale”. L'organizzazione e cooordinazione dei trasporti erano questioni
complicate, soprattutto in tempo di guerra. A causa della sempre maggiore scarsità di rifornimenti e della priorità data ai trasporti militari, il reperimento
di treni per le deportazioni non era sempre semplice, e richiese la cooperazione di numerosi fattori, tra i quali vanno annoverati SS, ufficiali civili delle
ferrovie tedesche, il ministero dei trasporti, ed in alcuni casi il ministero degli esteri tedeschi. Tutte queste entità unificarono i loro sforzi perchè milioni
di ebrei potessero essere deportati ed uccisi.
Deportazioni dalla Germania
Gli ebrei tedeschi furono i primi a venire deportati dalle località dell'Europa Centrale ed Occidentale all'Europa dell'Est. In numero minore, gli
ebrei tedeschi cominciarono già a venire deportati nel febbraio 1940, prima che avessero inizio le uccisioni di massa. Le deportazioni di massa
iniziarono nell'ottobre 1941 e portarono all'eliminazione degli ebrei tedeschi, che vennero deportati soprattutto ai ghetti di Lodz e Varsavia in
Polonia, ed a Riga, Kovno e Minsk nei territori che i nazisti avevano occupato nell'Unione Sovietica. In tali aree, le eliminazioni di massa erano già
iniziate. Molti degli ebrei tedeschi che vennero deportati in queste località furono uccisi subito dopo il loro arrivo. Nei ghetti, molti morirono di fame
e di malattie, altri furono eliminati in località limitrofe o, più tardi, in campi di sterminio in Polonia. Nel 1942 e 1943 dozzine di migliaia di ebrei tedeschi
furono deportati direttamente in campi di sterminio, soprattutto ad Auschwitz-Birkenau.
Materiale di testimonianza
Tutti i trasporti di ebrei venivano accompagnati da guardie generalmente reclutate dalla polizia. Nel caso di deportazione dalla Germania,
le squadre che accompagnavano il convoglio includevano un ufficiale e quindici altri uomini. Il lavoro iniziava col carico del treno e si concludeva
quando il carico veniva dato in consegna formalmente alla persona incaricata a riceverlo a destinazione. Paul Salitter era uno di questi ufficiali.
Era stato incaricato di scortare un trasporto di 1007 ebrei da Düsseldorf a Riga[1].
l'11 dicembre 1941. Gli ebrei furono raggruppati nel cortile di un macello di Düsseldorf. Da lì furono condotti alla stazione ferroviaria dove furono caricati
nel treno che li portò a Riga. Dato che tali trasporti a Riga erano l'inizio dello sviluppo del sistema di trasporti legato all'eliminazione degli ebrei, era
importante imparare dagli errori compiuti ed attuare dei miglioramenti. Salitter produsse un rapporto dettagliato dell'intero tragitto con raccomandazioni
per i suoi superiori. Il rapporto serve come base per la discussione nel corso di questa lezione. Viene presentato in parallelo con la testimonianza di
Hilde Sherman, una giovane donna ebrea che venne deportata con marito e famiglia in quello stesso trasporto[2].
Attraverso i documenti che verranno analizzati durante questa lezione, lo studente prenderà in esame le diverse persone che vennero coinvolte
a vari livelli ed in diversi modi nell'organizzazione e sviluppo dei trasporti che portavano gli ebrei verso est. Queste persone erano i componenti
lo staff professionale della ferrovia, senza la cui collaborazione nessun trasporto avrebbe potuto arrivare a destinazione; i poliziotti che
accompagnavano e facevano la guardia ai trasporti, e gli ufficiali delle SS, che pianificavano e coordinavano le deportazioni. Un altro ampio
gruppo era composto dalle persone che passavano e vedevano tutto quello che succedeva..
Obiettivi della lezione
- Gli studenti analizzeranno il rapporto di Salitter. Facendo attenzione alla significativa scelta di contenuto ed all'uso del linguaggio, gli
studenti cercheranno di risalire alle motivazioni di Salitter, al suo atteggiamento nei confronti delle persone e delle azioni, del ruolo che ricopriva
nella macchina della morte, etc.
Vi preghiamo di notare che anche se una larga parte della discussione nel corso della lezione viene dedicate a Paul Salitter, lo scopo non è quello
di mettere a fuoco lui come persona, quanto piuttosto di riferirsi a lui come ad un caso da studiare e dal quale sarà possibile apprendere i principi
del sistema entro il quale operava, nonchè motivazioni e scelte di altre persone che agivano all'interno del medesimo ingranaggio.
- Lo studente dovrà analizzare ed imparare i ruoli differenti, le motivazioni ed i modelli di condotta dei vari individui coinvolti nell'operazione
e che ne erano testimoni.
- Lo studente dovrà imparare il coinvolgimento di differenti fattori e burocrazie nei complessi obiettivi organizzativi coinvolti nel processo.
Tra essi, quelli che erano stati creati dallo stato totalitario, come le SS, e le organizzazioni che invece già esistevano in precedenza come parte
di uno stato moderno, come la compagnia delle ferrovie.
- Lo studente dovrà discutere le responsabilità dell'individuo nell'ambito di una società totalitaria, ed il ruolo coperto dall'ideologia, a raffronto
con quello svolto dalle dinamiche della burocrazia.
- Lo studente dovrà considerare e discutere la rilevanza di tali argomenti ai giorni nostri. Gli eventi al centro di questa lezione si sono
svolti in uno specifico tempo e luogo. Questo genere sistematico di deportazione internazionale di vittime in luoghi dove vengono uccise non
si è più ripetuto con queste caratteristiche, tuttavia, tali specifici eventi storici hanno degli aspetti universali derivanti dal fatto che furono commessi
da esseri umani, e come tali devono essere considerati..
La lezione
Inizia con la lettura dei documenti.
Nel corso della lettura, potrete chiedere agli studenti di:
- Compilare una lista delle persone che nel documento appaiono partecipare alla deportazione.
- Notare la differenza significativa in contenuto e linguaggio tra il rapporto di Salitter e la testimonianza di Hilde Sherman.
Quesiti e punti per la discussione:
Salitter
- Salitter è un assassino?
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Punti per la discussione: Gli studenti potrebbero esitare prima di dare una risposta, e potrebbero avere opinioni differenti. Pare
che la risposta non sia così ovvia. Il fatto in sè costituisce un punto a cui val la pena di fare attenzione. |
- Pensate che Salitter si consideri un assassino?
Punti per la discussione: Esaminando il rapporto si potrebbe pensare che la risposta potrebbe essere: non necessariamente. Chiedete agli
studenti quali sono gli elementi a sostegno dell'opinione all'interno del testo. (Potreste fare riferimento a: A. Differenze di contenuto tra la testimonianza
di Hilde Sherman ed il rapporto. B. Il fatto che Salitter permette a madri e figli di riunirsi.)
Chiedete loro di considerare l'importanza dell'autostima stessi in persone che prendono parte alla macchina di sterminio.
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- Salitter non fa menzione dell'episodio di pestaggio ricordato da Hilde Sherman. Lei dice che “un alto ufficiale delle SS” la picchia. Avrebbe
anche potuto essere lo stesso Salitter (anche se non abbiamo modo di saperlo, naturalmente). Quale ragione potrebbe spiegare il fatto che
questo non è stato riferito nel rapporto di Salitter?
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Punti per la discussione: Prendendo in considerazione l'opinione pubblica locale e straniera, era nell'interesse tedesco che il trasporti degli
ebrei (specialmente dell'Europa Centrale ed Occidentale) fosse condotto nel modo più discreto possibile. Una delle possibili spiegazioni all'omettere
la narrazione dell'episodio di violenza nel suo rapporto, può stare nel fatto che Salitter pensasse che non era degno di menzione. Altra possibile
spiegazione: che egli volesse creare un'impressione che tutto si fosse svolto nel modo più ordinato possibile. Discutete con gli studenti l'importanza
educativa rivestita dal fatto che il regime nazista prendeva in considerazione la pubblica opinione. Raccomandiamo che vengano elaborati i quesiti
riguardanti la condanna e la responsabilità – la differenza tra i due, e l'importanza di assumere delle responsabilità non solamente delle azioni personali
ma anche quelle che vengono commesse per nostro conto. Potreste fare riferimento al detto del saggista ebreo tedesco Kurt Tocholsky: “Un paese
non è solamente quello che fa, ma anche quello che tollera”. |
- Quali delle seguenti definizioni descrive più adeguatamente Salitter: un comandante di polizia, un assassino, una brava persona, una persona
con senso di responsabilità, un tipo efficiente, un antisemita, un nazista? Motivate le vostre scelte.
La domanda riassume alcuni dei punti che abbiamo sollevato. Punti per la discussione:
a. Raccomandiamo di mettere in evidenza il fatto che Salitter avrebbe potuto essere definito, tra l'altro, una persona gradevole e responsabile.
Assai probabilmente, in buona parte dei contesti sociali, Salitter non avrebbe mai smesso di agire seguendo i valori morali fondamentali. Tuttavia,
aveva smesso di considerare gli ebrei delle persone, ed in quanto tali membri dell'umano consorzio nei confronti del quale egli sentiva dei doveri,.
Salitter si preoccupa dei suoi uomini, gli piacciono i bei paesaggi e vuole tornare a casa per Natale. In tal senso lo possiamo annoverare un
‘uomo normale’[3]
b. Il ruolo formale di Salitter non era quello di uccidere, bensì quello di far arrivare il trasporto da Düsseldorf a Riga. La maggior parte delle persone
coinvolte nelle uccisioni non le eseguivano in prima persona, ma le rendevano possibili. Salitter, come molte altre persone che facevano parte
dell'ingranaggio della morte, non doveva cambiare la propria autostima, e neppure considerarsi un assassino, e questo era precisamente l'elemento
che rese più facile agli ‘uomini normali’ partecipare alle uccisioni.
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Altra gente della quale viene fatta menzione nel rapporto
- Quando fa riferimento alla discussione avuta col capostazione, Salitter si lamenta del fatto che questo non sapeva il significato del termine
“ebreo” e delle sue implicazioni. Salitter fa anche menzione del fatto di aver dovuto addestrare le guardie ad agire con maggiore energia nei confronti
degli ebrei. Quali indicazioni potremmo avere da questo riguardo dalla posizione di Salitter nei confronti del compito che gli hanno affidato? Cosa
possiamo capire dal modo in cui Salitter usa il termine “ebreo”? Cosa rivela a proposito delle motivazioni delle guardie e del loro capostazione?
Ognuno di tali individui agisce all'interno dell'ingranaggio della morte motivato dalle medesime ragioni? Cosa potremmo imparare da tutto questo?
Punti per la discussione: è uno dei modi di dimostrare che sia gli assassini veri e propri che gli altri partecipanti all'ingranaggio erano
esseri umani. In quanto tali agivano in base a differenti motivazioni, che per alcuni erano ideologiche, per altri erano connesse a pressioni e
potere degli ordini, (per esempio: una persona non ha significato in quanto individuo, ma in quanto parte di una nazione. Norme di questo
genere erano quelle sostenute dal regime), per altri infine erano la routine e l'indifferenza, etc. Il punto educativo da sottolineare qui è che
si trattava di una scelta. Non c'era pena di morte per chi si rifiutasse di prendere parte alle uccisioni, ed infatti ci fu chi si rifiutò. Le norme
incoraggiate dal regime nazista nel corso degli anni '30 poterono affermarsi a causa della loro influenza sul comportamento dei futuri
esecutori.
Un altro importante punto che potrebbe venire sollevato in questa sede è quello della deumanizzazione degli ebrei nella narrazione fatta
da Salitter. In tale contesto sarà possibile fare riferimento ad altre scelte di parole usate da Salitter nel suo rapporto: gli ebrei vengono
caricati sul treno, un maschio ebreo, l'ebreo come un parassita e così via. Ed il linguaggio rappresenta solamente un aspetto della
deumanizzazione. Discutete l'importanza della deumanizzazione degli ebrei nel processo che portò allo sterminio, e nel processo dello
sterminio medesimo. Potrete fare riferimento all'intervista di Gitta Sereny con Franz Stangel – comandante del campo di sterminio
di Treblinka:
G. Sereny:“Sarebbe esatto affermare che sentivate alla fine che non erano realmente degli esseri umani?”
F. Stangel: “Una volta che mi trovai in viaggio, anni dopo, in Brasile, il treno nel quale mi trovavo si fermò accanto ad un macello.
Sentendo il rumore del treno, il bestiame nei recinti arrivò al trotto fino alla rete di delimitazione e prese a guardare il treno. Si trovavano
vicini alla mia finestra, vicinissimi gli uni agli altri, che mi guardavano dal recinto. Allora pensai: ‘Guarda un po'; questo mi ricorda la Polonia;
era proprio l'aspetto che aveva la gente prima di entrare nei vagoni … Dopo questo episodio non fui più in grado di mangiare carne in scatola.
Quei grandi occhi… che mi fissavano…’".
G. Sereny: “Così non sentivate che fossero degli esseri umani?”
F. Stangel: “Un carico, erano solo un carico.”[4]
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- 6. Salitter menziona le infermiere della Croce Rossa che si presero cura delle guardie. Nel rapporto completo egli afferma che
le infermiere portarono alle guardie dei generi di ristoro. Come potete spiegare il fatto che donne che prestano un servizio in una
organizzazione caritativa ed il cui dovere era quello di occuparsi dei deboli, ignorarono 1007 persone in stato di bisogno?
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Punti per la discussione: discutere il ruolo assunto dalle crocerossine offrirà l'opportunità di affrontare un'altra importante
componente della risposta alla domanda ‘come fu umanamente possibili?’. Questa è precisamente la nazificazione della Germania ed i processi
attraverso i quali passò la società tedesca nel corso degli anni '30. Tali processi inclusero la penetrazione della ideologia nazista in ogni aspetto
della vita quotidiana. Essi sono rilevanti anche discutendo l'atteggiamento della società tedesca verso gli ebrei. L'odio verso gli ebrei, tanto incoraggiato
dal regime, rese gli ebrei ‘socialmente morti’ ancora prima che il loro sterminio avesse davvero luogo. |
- Quali dei personaggi menzionati nel rapporto non sono tedeschi? Qual era il suo ruolo personale? Quale avrebbe potuto essere la sua motivazione?
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Punti per la discussione: Importante notare che la responsabilità delle uccisioni non può venire attribuita ai soli tedeschi. Molti altri
collaborarono, parteciparono ed anche stettero a guardare le esecuzioni, ed anche le motivazioni di tutti costoro sono le più diverse: antisemitismo,
avidità, interessi politici, indifferenza, paura (quest'ultima come ragione di essere spettatori inattivi). |
- Pensate a tutta la gente che ogni trasporto di ebrei incontrava dalla partenza all'arrivo nei campi di sterminio. Potreste dividerli in categorie?
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Punti per la discussione: la categorizzazione di base da usare discutendo la posizione dei non ebrei durante l'Olocausto è: a. esecutori,
b. spettatori, c. soccorritori. Tuttavia, domandando agli studenti di classificare i personaggi dei quali abbiamo discusso inserendoli nelle precedenti
categorie, arriviamo a renderci conto che la categorizzazione non è così netta. Chi, allora, è assassino? Chi è collaboratore? Chi lo spettatore?
Possiamo tracciare una netta linea di divisione tra ogni categoria? Queste sono domande significative discutendo domande riguardanti torti e
responsabilità. Provate a suggerire agli studenti questo modello di cerchi concentrici: nel cerchio più interno, potremmo mettere Hitler ed altri
politici. Chiedete agli studenti chi metterebbero nel cerchio successivo. Dove metterebbero Salitter, le guardie, il capostazione, le crocerossine?
E la popolazione locale dei diversi paesi europei? Chiedete agli studenti di formulare la differenza tra condanna e responsabilità? Discutete l'importanza
morale ed educativa di questo modello. Mettete in rilievo il fatto che adottare un modello di tal genere implica essere d'accordo nel vedere
gli appartenenti a queste quattro categorie come esseri umani che hanno operato delle scelte diverse. L'Olocausto è ciò che esseri umani hanno
fatto ad altri esseri umani. Essere parte del genere umano significa avere la responsabilità di imparare da quello che successe nell'Olocausto.
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- Ci sarebbe un importante commento da fare qui: la lezione mette in ballo l'idea della scelta umana. La realtà, tuttavia, è sempre complessa.
Si dovrebbe evitare l'analisi semplicistica, perchè allontanerebbe un processo educativo produttivo. Cosa possiamo imparare da questi fatti?
Punti per la discussione: uno dei più importanti concetti che emergono da tali eventi è quello della responsabilità individuale. Altro
elemento della risposta alla domanda ‘come fu umanamente possibile?’ è la fuga dalla responsabilità individuale che ha caratterizzato molti di
coloro che presero parte alla strage e ne furono testimoni. Durante il processo di Norimberga, lo psicologo criminale G.M. Gilbert ha chiesto al
comandante del campo di Auschwitz, Rudolf Hoess, se al momento in cui iniziò a ricoprire la propria mansione ne avesse considerate le conseguenze.
Hoess rispose: “Al tempo non c'erano conseguenze da prendere in considerazione. Non avevo preso in considerazione che sarei stato ritenuto
responsabile. Vede, in Germania è ovvio che se qualcosa non funziona, la responsabilità ricade su chi ha dato gli ordini. Pertanto non ho mai pensato
che avrei dovuto risponderne di persona”[5].
Il senso della responsabilità individuale nelle conseguenze dell'azione o dell'astenersi dall'azione costituisce l'elemento chiave nel tentare di
prevenire le persecuzioni.
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Suggerimenti metodologici:
- Sarebbe consigliabile richiedere a qualcuno degli studenti di leggere a voce alta il rapporto e la testimonianza: per ogni fase del viaggio
uno studente potrebbe leggere il rapporto di Salitter e la testimonianza di Hilde Sherman. In tal modo sarà più facile fare attenzione al differente
uso del linguaggio.
- Dopo la lettura sarà possibile discutere le domande, prima in piccoli gruppi per poi andare alla discussione con tutta la classe.
- Tempo permettendo, si raccomanda di aprire la lezione con una discussione sui processi attraversati dalla società tedesca durante i primi
anni del regime nazista e le norme morali e sociali che sono state create.
Un'ultima nota:
Sarà molto importante che lo studente noti che le questioni riguardanti gli spettatori, i collaboratori e gli esecutori non sono rilevanti solamente
per la Germania, ma per molti paesi europei nei quali gli ebrei venivano perseguitati. Pertanto raccomandiamo all'insegnante di provare a portare
del materiale aggiuntivo riguardante altri paesi, nonchè il proprio. Le altre fonti potrebbero essere:
- Testimonianze di ebrei che parlano di indifferenza al loro destino incontrata tra la popolazione locale.
- Documenti che parlano della partecipazione della polizia locale nel rintracciare e deportare gli ebrei.
- Fonti che hanno a che fare con la confisca delle proprietà degli ebrei.
- Fonti che rappresentano diversi tipi di comportamento manifestati dalla popolazione locale, da cui si possano imparare nozioni riguardanti
la scelta e la responsabilità individuale.
Prossimamente aggiungeremmo sul sito una versione ampliata della lezione che includera’ una parte relativa al caso Italiano.
[1]L'esercito tedesco entrò a Riga il 1o luglio 1941, e fu accolto con gioia da numerosi settori della popolazione locale per essere
stati "liberati" dal dominio sovietico. Le esecuzioni di massa degli ebrei lituani iniziarono immediatamente dopo con la collaborazione della
popolazione locale. Verso la fine dell'ottobre 1941, fu istituito un ghetto, delimitato da un recinto, e vi furono rinchiusi oltre 30.000
ebrei lituani in un'area estremamente ristretta. Il 30 novembre 1941, arrivò a Riga il primo trasporto di ebrei dalla Germania, seguito
poi nel corso dei mesi successivi da altri 24 trasporti per un totale di 25.000 ebrei. Migliaia di loro vennero assassinati al loro arrivo,
altri vennero internati in campi di concentramento della regione. Circa 15.000 di loro furono portati in un ghetto separato, allestito
di fronte al primo e destinato ai soli ebrei lituani. I tedeschi conducevano periodiche esecuzioni di massa di persone provenienti da
ambedue i ghetti nella adiacente foresta di Rumbuli, fino alla totale liquidazione, nel dicembre 1943.
[2]Il marito di Hilde Sherman e molti altri membri della loro famiglia furono tra gli ebrei che perirono a Riga .
La donna ha registrato ben 26 nomi di familiari alla Sala dei Nomi di Yad Vashem, dove sono riportati tutti i nomi di coloro che sono morti nell'Olocausto.
[3] “Uomo normale” è il termine che è entrato nel linguaggio della ricerca quando si parla di esecutori.
E' diventato il titolo del libro pubblicato dal ricercatore dell'Olocausto Christopher Browning nel 1992. Il libro descrive i risultati della ricerca di Browning
su un battaglione della riserva della polizia a cui era stato assegnato il compito di uccidere più di 80.000 ebrei. Analizzando le interviste condotte coi
poliziotti, Browning concluse che la maggior parte di loro erano “uomini normali” in termini di profilo professionale, intellettuale e psicologico
[4]G. Sereny, Into that Darkness. From Mercy Killing to Mass Murder, Gitta Sereny 1974, pp. 200-201.
[5]G. M. Gilbert, Nuremberg Diary, The New American Library, 1947, New York, p. 230.
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